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Serie di proposte grilline ai servizi sociali

Maggiori informazioni ai cittadini, che in vari casi non sanno quali opportunità offrono veramente i servizi sociali: Lucia Lanfredi (M5S) ha proposto all’assessore Mauro Platè, ieri in un incontro cui ha partecipato anche Alessio Antonioli (Fare nuova la città), di pubblicare abbondanti informazioni sia on line che sulle testate freepress. Non tutti sanno e si creano aspettative sbagliate, secondo il M5S, e c’è chi non sa quando deve pagare il ticket o no: sul sito del Comune si trovano tutte le informazioni ma gli anziani non navigano per abitudine come i giovani.  Altra proposta riguarda poi la mappatura del terzo settore, dei comitati di quartiere e degli oratori e altri centri: ci sono persone che si recano ai servizi sociali perché sono sole e possono essere aiutate in altri luoghi, come anche per l’aiuto nel pagamento di bollette o altro, in modo da diminuire il grande flusso di persone nelle sedi dei servizi. Altra proposta grillina è un questionario sull’adeguatezza dei servizi alle aspettative, anche per correggere le une o gli altri: spesso infatti non c’è corrispondenza tra ciò che si crede di poter ricevere dai servizi e ciò che effettivamente viene offerto.

Anche da parte del centrodestra (Obiettivo Cremona con Perri) sono state presentate osservazioni al regolamento d’accesso ai servizi. I contributi per migliorare le vie d’accesso al welfare comunale sono diversi. Il regolamento sarà votato in consiglio comunale probabilmente il 6 febbraio.

C’è crisi, dilaga il bonus gas

CREMONA I cremonesi messi in ginocchio dalla crisi economica sono aumentati, come risulta dal boom di domande di bonus gas accolte dalla sede dei servizi sociali di largo Madre Agata Carelli, nell’area del palazzo Duemiglia di via Brescia. Per aver diritto a ricevere la detrazione di 189 euro annui dalla bolletta del riscaldamento, più altri 39 per l’uso di acqua sanitaria e per cottura di cibi, bisogna disporre di non più di 7.500 euro annui di Isee, l’indicatore economico usato dai servizi sociali, che tiene conto del reddito e della situazione patrimoniale, e di un numero di figli a carico non superiore a quattro.

Il reddito si aggira sui 500 euro mensili e spesso è molto inferiore. Ebbene, le domande accoglibili sono risultate 281 in più nell’intero 2015, oltre alle 763 confermate. Nel caso in cui i figli a carico siano più di quattro il bonus aumenta di un centinaio di euro. Le domande di detrazione dalla bolletta della luce, per un minimo di 80 euro secondo il numero delle persone e la quantità dei consumi, sono aumentate a loro volta da 783 a 802. I due bonus sono cumulabili e nell’insieme comportano una spesa sociale che supera i 300mila euro. Si tratta di famiglie che evitano quindi il distacco delle utenze grazie all’intervento del Comune e del governo, ma che molto spesso si rivolgono ai servizi sociali anche per cercare il lavoro che non trovano. Anzi, in settembre in provincia di Cremona è stato registrato un chiaro aumento della cassa integrazione e una diminuzione delle imprese attive, in un quadro economico complessivamente peggiorato rispetto all’anno scorso. Crescono i bonus per sostenere i nuclei familiari in crisi, ma i flussi d’investimento che attraversano il territorio non sta affatto creando il numero di posti di lavoro richiesto, mentre i residenti non aumentano e la popolazione anziana è in percentuale sempre più rilevante. La giunta Galimberti, dopo la relazione dell’assessore Mauro Platé, ha preso formalmente atto della marea di domande d’aiuto lunedì 10 ottobre, per rimborsare la spesa per la gestione della piattaforma elettronica che ha permesso di convalidare la regolarità delle domande, quasi tutte accettate, in un panorama che vede rafforzarsi in negativo gli indicatori sociali, come altre richieste d’aiuto rivolte al Comune, dalle domande per l’acquisto di farmaci non passati dalla mutua all’emergenza abitativa.