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Serie di proposte grilline ai servizi sociali

Maggiori informazioni ai cittadini, che in vari casi non sanno quali opportunità offrono veramente i servizi sociali: Lucia Lanfredi (M5S) ha proposto all’assessore Mauro Platè, ieri in un incontro cui ha partecipato anche Alessio Antonioli (Fare nuova la città), di pubblicare abbondanti informazioni sia on line che sulle testate freepress. Non tutti sanno e si creano aspettative sbagliate, secondo il M5S, e c’è chi non sa quando deve pagare il ticket o no: sul sito del Comune si trovano tutte le informazioni ma gli anziani non navigano per abitudine come i giovani.  Altra proposta riguarda poi la mappatura del terzo settore, dei comitati di quartiere e degli oratori e altri centri: ci sono persone che si recano ai servizi sociali perché sono sole e possono essere aiutate in altri luoghi, come anche per l’aiuto nel pagamento di bollette o altro, in modo da diminuire il grande flusso di persone nelle sedi dei servizi. Altra proposta grillina è un questionario sull’adeguatezza dei servizi alle aspettative, anche per correggere le une o gli altri: spesso infatti non c’è corrispondenza tra ciò che si crede di poter ricevere dai servizi e ciò che effettivamente viene offerto.

Anche da parte del centrodestra (Obiettivo Cremona con Perri) sono state presentate osservazioni al regolamento d’accesso ai servizi. I contributi per migliorare le vie d’accesso al welfare comunale sono diversi. Il regolamento sarà votato in consiglio comunale probabilmente il 6 febbraio.

Ribellione a 5 stelle contro l’imperialismo delle due ruote

L’egemonia culturale delle biciclette è ormai indiscutibile e si è trasformata in un impero,  grazie alle scelte inevitabili e implacabili dell’amministrazione comunale. Chi oserebbe sostenere l’opposto in nome della supremazia dei Suv? Il successo però è tale che lo spontaneismo ciclistico si è capovolto in un dominio organizzato e sostenuto da mille iniziative. Il M5s sta tentando una difficile e sofferta ribellione per mettere in difficoltà lo strapotere del centrosinistra.

CREMONA Ecco le biciclette del bike sharing parcheggiate nelle loro rastrelliere, lucide e fiammanti ma inutilizzate, sullo sfondo di un negozio chiuso sono un simbolo di una città che soffre la cura delle due ruote proposta del centrosinistra. Se ne vedono altre in un cortile interno di palazzo comunale, nuove d’aspetto ma regolarmente a riposo. Anche oggi però il Comune ha diramato una nota che si rivolge ai turisti, ancora una volta: l’assessore Alessia Manfredini e il responsabile regionale di Bicincittà Marco Giuppone si sono incontrati stamattina, così si distribuiranno volantini nei bar e nei luoghi più frequentati con le istruzioni per l’uso del bike sharing – la bicicletta pubblica a noleggio – anche se a Cremona ci si sposta facilmente a piedi e sui percorsi più lunghi generalmente si usa la propria bicicletta personale. La rivoluzione delle pedivelle spreme una serie di investimenti municipali, facendo incontrare politiche per l’ambiente, lavori pubblici e altri rivolgimenti viabilistici, dopo la chiusura della zona a traffico limitato di mattina e di pomeriggio e la sorpresa di una ciclabile anche sul sottopasso di via Brescia, che dopo il consiglio comunale dell’altro ieri continua a far discutere: la lista civica del sindaco “Fare nuova la città”, capogruppo Enrico Manfredini, infatti ha accusato l’opposizione di far polemica senza nemmeno convinzione. Ma c’è un’associazione, la Fiab degli amici della bicicletta presieduta da Piercarlo Bertolotti, che è diventata ormai tra le più importanti in assoluto. Infatti ha ottenuto dall’amministrazione una sede nella centralissima in piazza Roma con uso gratuito e bollette pagate, rimborso di 5mila euro annui, uso gratis di più di 50 biciclette, altri 2.800 euro per la promozione dell’uso delle due ruote durante il 2015 e in aggiunta un affidamento diretto per un incarico del valore di poco inferiore ai 40mila euro, evitando così una selezione pubblica per uno studio di fattibilità sulle ricadute economiche degli itinerari cicloturistici. Il Comune ha giustificato la formula dell’incarico diretto, in perfetto stile Perri, sostenendo che alla Fiab non ci sono alternative. La consigliera dei 5 stelle Lucia Lanfredi, ribatte che le alternative si chiamano Itard, impresa sociale che ha sede in via Dante, e Gal Oglio Po, tra i cui soci c’è anche l’amministrazione provinciale, ma che non trova grandi riscontri al Pirellone. Puntuale la risposta della Fiab, che ha precisato che il progetto “Musica nel vento, in bicicletta dalle Orobie al Po” è finanziato dalla Cariplo e ampiamente sostenuto dagli enti locali: nessun favore alla Fiab dunque. L’impero delle biciclette a Cremona, ormai, non si può più nemmeno mettere in discussione.

Colpo di scena al San Domenico, Lazzari non si dimette; Bonaldi: “Surreale”

Illuminazione pubblica, con la consulenza Magnoli Bocchi si fa a meno di A2A

lampioni
Ma come si fa ad amministrare un Comune che non entra nelle grandi alleanze territoriali, a partire dall’unione delle ex municipalizzate che si chiama A2A? Sembrava un dogma, che immolava sull’altare delle economie di scala le piccole aziende locali. Quando però si tratta di bando di gara per l’efficientamento energetico dell’illuminazione pubblica, con consulenza già assegnata allo studio di architettura cremonese M&P di Giancarlo Magnoli Bocchi, anche A2A deve fare marcia indietro. Lo studio M&P, che per combinazione ha espresso una candidata non eletta nelle liste del Pd, Silvia Fara, moglie e collega di Magnoli Bocchi, riesce dove Lgh ha fallito, da quanto sembra. A2A infatti ha proposto al Comune in luglio un progetto gestire il servizio di efficientamento e adeguamento della pubblica illuminazione, e dal municipio stamattina è stato reso noto il “no grazie” definitivo, con una giustificazione: “Il progetto è ben fatto e ambizioso, ma senza la necessaria convenienza economica e progettuale”. Grandi affari in vista: per interventi dal valore complessivo stimato fra gli 8 e i 10 milioni di euro, verranno aggiornati ben 14mila punti luce, che saranno dotati di led e di moderni sistemi di risparmio dell’energia, guardando alla futura smart city, la cosiddetta città intelligente in cui i consumi calano, c’è più luce ma solo quando serve, e nemmeno una lampadina resta accesa senza motivo. Il progetto di A2A non si è allineato agli investimenti per la smart city e la giunta, sentiti dirigenti e consulenti, ha rifiutato la proposta, anche perché non conforme alla durata della concessione e ai parametri della centrale acquisti della pubblica amministrazione. Insomma il Comune aveva già indossato l’abito delle grandi occasioni, organizzandosi per partecipare al bando Cariplo “100 Comuni efficienti” e una volta ottenuto il contributo Cariplo di ben 343mila euro, da dividersi con l’Anci, e firmati due accordi con l’associazione dei Comuni, non torna indietro. Sulla consulenza allo studio Magnoli Bocchi era partita un’interrogazione della grillina Lucia Lanfredi, che ha messo in dubbio l’utilità di una consulenza onerosa per definire le fasi preparatorie al bando Cariplo, a vantaggio di un’ex candidata del centrosinistra. Gli uffici potevano fare da sé. L’assessore Alessia Manfredini ha risposto che l’offerta dello studio Magnoli Bocchi è stata la migliore su tre e che il Comune nulla ha speso, perché ha pagato Cariplo. Grande l’amarezza dei grillini per la continuità elettorale tra il consulente e l’amministrazione. Dei lampioni avveniristici del Comune, in ogni caso, si riparlerà nella prossima riunione della commissione Ambiente.

Sergnano, assessore cercasi, maggioranza in difficoltà

Dopo le dimissioni dell’assessore allo sport Dario Fortini, che ha lasciato a luglio anche la carica di consigliere comunale, il sindaco Gianluigi Bernardi dovrebbe lavorare di più. Invece no, a sentire Mauro Giroletti dell’opposizione della lista Casa di vetro, che esprime tre consiglieri, Bernardi con la sua lista civica di centrodestra non sta proprio rispettando il programma elettorale ed è già in crisi dopo due anni quando il mandato scade nel 2019, e il paese è fermo, di fronte ai suoi guai, urbanistici e soprattutto ambientali. C’è un problema di inquinamento delle acque, ma anche uno stoccaggio di gas della Stogit, eppure il Piano d’emergenza esterno non è ancora concluso. E c’è l’eterna discarica in località Mirabello da bonificare, dopo mezzo secolo dalla prima autorizzazione e un paio di sequestri. L’amministrazione di Sergnano si sta comportando come un Comune commissariato: il sindaco dovrebbe secondo Giroletti verificare se ha la volontà e la possibilità di proseguire nel rispetto del mandato, o eventualmente dimettersi. Oltre a Fortini, anche il capogruppo della maggioranza ha lasciato il Consiglio. Si tratta sempre di motivazioni personali, ma la lettera di Dario Fortini ha segnalato divisioni di rilievo all’interno della maggioranza, che non riuscirebbe a prendere decisioni efficaci. E in paese si vedono cantieri fermi, strade non asfaltate, lavori non conclusi o da fare. Sergnano sembra essersi fermata. L’altra opposizione, quella di Enrico Duranti (movimento 3.0, vicino al M5S, un consigliere), non ha mai risparmiato critiche. C’è un’interrogazione di Duranti che attende risposta da tre mesi, e non è questione da poco: riguarda una rilevante fuoruscita di gas dallo stoccaggio Stogit in settembre: che rischi sta realmente correndo la popolazione, vista l’entità dei gas fuggitivi? E’ stato proprio Enrico Duranti a dare eccezionale rilievo ai problemi ambientali: Sergnano, da agricolo, è diventato industriale, con un impatto non da poco: lo stoccaggio poi ha creato più domande sulla sicurezza che posti di lavoro. Così i casi di Sergnano, sollevati dal M5S, sono stati discussi nel Parlamento europeo oltre che alla Camera dei deputati. Soluzioni non se ne vedono, in attesa che il sindaco, forse nel prossimo consiglio comunale, a settembre, prenda decisioni risolutive in un senso o nell’altro.