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Automobilisti più indisciplinati: più multe e più incidenti nel 2016

I vigili sono pochi: potendo, il Comune e il comando di piazza della Libertà indirebbero un concorso. Mancano 14 agenti e 3 ufficiali a completare la pianta organica, che prevede una novantina di persone: sono invece 74 tutti compresi, di cui 5 a tempo determinato, e l’età media è 52 anni. Le attività si specializzano: il dato dei 437 evasori di tributi locali trovati nel 2016 è pesante, e cresce anche l’attività della polizia ambientale, così come la “sicurezza partecipata”, o “Controllo del vicinato”, che sta dandi risultati positivi. Il traffico automobilistico invece peggiora e diventa pericoloso.

 

 

CREMONA L’assessore Barbara Manfredini, assieme al comandante Pierluigi Sforza e al vice Roberto Ferrari, ha presentato e commentato l’attività della polizia municipale nel 2016. Le multe sono aumentate: 800 in più nel 2016 rispetto all’anno precedente, arrivando a 50.863, spalmate su un numero di strade, 547 e non più 505 come nel 2015, e sono diventate più leggere, con un importo medio di 34 euro anziché 40, anche perché molti cittadini pagano entro i cinque giorni, evitando che l’importo aumenti. Buona parte delle sanzioni, poi, sono date per violazioni minori, come il divieto di sosta. In tutto, i punti tolti alle patenti sono stati 8.600. L’incasso totale, per la polizia locale e il Comune, in un anno è sceso da 2,4 milioni a 2,1. Gli automobilisti sono più indisciplinati, al punto da far di nuovo crescere il numero di incidenti: il primato negativo è di via Castelleone, mentre in via Mantova l’infortunistica lavora meno, grazie alla nuova rotatoria all’incrocio verso lo Zaist. La polizia locale lavora per prevenire: in via Castelleone sarà rivista la viabilità, dato che parte degli incidenti è connessa alle inversioni di marcia a U, da una carreggiata all’altra nel tratto che riceve il traffico della Paullese: i varchi saranno chiusi. Altre vie diventate più pericolose sono via Bergamo, via Seminario lungo la tangenziale, via Giuseppina e via Giordano.  Gli incidenti sono stati 675, due al giorno in media, di cui 362 con feriti. Per trovare un dato peggiore bisogna risalire al 2014: la tendenza consolidata però, considerando i dati dal 2001, parla di diminuzione. Barbara Manfredini sottolinea che “non sono solo multe”: la polizia locale, con un’attività variegata, ha ottenuto un consenso ampio e silenzioso, dimostrato anche dallo scarso numero di ricorsi, uno ogni 200 sanzioni, e dal numero crescente di interventi richiesti dai cittadini: da 7.600 a più di 8mila: spiccano i problemi legati alla sosta e ai passi carrai. Aumenta la partecipazione attiva tramite il controllo del vicinato, coordinato dai vigili, che ricevono più segnalazioni che in passato. Sono aumentate anche le pattuglie, 50 in più, a sfiorare le 7.800 (21 al giorno) per un totale di 305mila chilometri percorsi. Lavora di più la polizia ambientale, con ben 98 atti protocollati riguardanti il rumore e 112 per la gestione irregolare dei rifiuti. Grande impegno nell’educazione stradale: 37 le scuole coinvolte e 2.800 gli alunni. E il messaggio più chiaro è che il rispetto delle regole aiuta la convivenza civile, mentre la causa principale degli incidenti dipende dai comportamenti personali, più che da cause esterne: il peggior pericolo è la distrazione.

Controllo del vicinato anche a Bagnara

Il quartiere 15, composto da Bagnara, Battaglione e Gerre Borghi, ha paura e chiede aiuto, sentendosi nel bersaglio dei ladri, dopo gli episodi degli ultimi mesi. A fine ottobre il presidente Luciano Losi convocherà un’assemblea del quartiere, con la partecipazione del vicecomandante Roberto Ferrari, per attivare il controllo del vicinato, d’accordo con le forze dell’ordine e la polizia locale, senza procedere mediante gruppi spontanei, come ha preferito fare il quartiere Maristella in un momento di particolare apprensione. Cremona, viste le adesioni dei singoli quartieri, potrebbe essere la prima città in Lombardia ad essere completamente coperta dal controllo del vicinato, diretto dalle forze dell’ordine, dopo una serie di furti, rapine, aggressioni e atti di violenza accaduti nelle strade, dal centro storico alle periferie.

Già oggi il testo dei cartelloni è stato inviato in Comune: l’iter avanza, la domanda di sicurezza si rafforza. Il quartiere 15 si trova all’estremità di Cremona, fra l’autostrada Cremona Brescia, la campagna, l’inceneritore e un’area industriale e artigianale: nulla più che una serie di strade proiettate fra i campi, senza negozi. E’ l’estrema periferia cittadina, alla ricerca di una sua identità, povera anche di punti di ritrovo quasi priva di negozi. Per questo il Comune ieri, dopo una serie di richieste, ha inaugurato il Centro anziani Aup, gestito dall’associazione unitaria dei sindacati dei pensionati. La sede è stata rimessa a nuovo e riqualificata, “bella come un agriturismo”, come ha detto uno dei frequentatori. Ottantamila euro la spesa del Comune, che proprio nel Centro anziani ha collocato, in una nuova stanza, la sede del comitato di quartiere. C’è anche spazio per due seggi elettorali: uno solo, visto il numero di abitanti e più di 1.200 elettori, non bastava e fioccavano proteste. Ma le lamentele non mancano: le strade appaiono sporche, gli stessi mezzi di Linea Gestioni, come sostengono alcuni abitanti, perdono sacchi di immondizia che resta lungo le vie. La raccolta della differenziata anche oggi era in ritardo e dopo le 13 i sacchi erano ancora al loro posto, lungo le vie. Dopo il taglio dell’erba, com’è stato notato, i rifiuti rimangono dove sono: lattine, carte e bottiglie di plastica non vengono raccolti. Per questo il comitato organizzerà con il Comune l’iniziativa “Puliamo il mondo” e soprattutto il quartiere il 25 settembre, a tutela dell’igiene e del decoro, mentre la grave questione della chiusura dell’inceneritore, non discussa ieri in presenza del sindaco Galimberti, continua a incombere sul futuro del territorio.

 

 

Bagnara, visita pastorale del sindaco: riqualificato il Centro anziani, raddoppiano i seggi elettorali

Ha fatto anche dell’ironia, la relazione del 16 febbraio del presidente del comitato di quartiere 15 Luciano Losi, che definiva “visite pastorali” quelle degli assessori, che assieme ad alcuni funzionari del Comune si recano nei quartieri per illustrare progetti e ricevere proposte. Incontri ahimé “auroteferenziali”, “nel senso che alle parole non seguono i fatti”. C’è anche il rischio della protesta vistosa ma poco produttiva. Si leggono interessanti resoconti, cronache, considerazioni con effetti non sempre apprezzabili. Così il comitato di Bagnara-Gerre Borghi-Battaglione (vicino all’inceneritore, dove però come ha affermato il sindaco “si sta bene”) ha chiesto di modificare il modo di relazionarsi col Comune. Meglio inviare segnalazioni e richieste in un file, che indichi anche l’esito della richiesta e costruisca così uno storico. Occorre più rapidità, precisione, efficienza, chiarezza, da una parte e dall’altra. Il quartiere poi chiede sicurezza, non tanto “visite pastorali” e buone intenzioni. Ecco quindi l’idea di creare un gruppo Whatsapp per facilitare il controllo del vicinato, per prevenire quanto possibile, grazie alle segnalazioni degli abitanti, furti, rapine e reati di strada.
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Il Comune non è rimasto inerte: sta provvedendo a dotare tutti i comitati di quartiere di sede e compiendo vari interventi di manutenzione e diversi progetti settore per settore.
Il Centro Anziani AUP di Bagnara, intanto, è stato riaperto proprio oggi pomeriggio: la stessa sede ospiterà anche il comitato di quartiere e i due seggi elettorali. Due, non più uno solo, viste le difficoltà del passato. E’ stata un’opera di manutenzione straordinaria, con una spesa di circa 79mila euro, come spiega il comunicato municipale.
Il Centro è stato riaperto alla presenza del sindaco Gianluca Galimberti, dall’Assessore alla Trasparenza e vivibilità sociale Rosita Viola, del presidente Aup Cremona Franco Squerti, del presidente di quartiere 15 Luciano Losi, di Jones Savoldi referente del Centro, del vigile di quartiere Maurizio Girelli.
“Abbiamo desiderato tanto questo momento e abbiamo lavorato molto per ottenere questo risultato – il commento del Sindaco – C’è stato un impegno forte del Comune anche economico fatto perché crediamo tantissimo nel valore del centro di Bagnara e degli altri centri come questo sul territorio in cui persone si incontrano e stanno bene.  C’è stato un impegno molto forte dell’Aup: siete stati bravissimi. Senza l’amore da parte di tante persone per i luoghi comuni, gratuito e volontario, la società non va avanti. È un bel segno che qui si apra la sede del Comitato di quartiere e la seconda sezione elettorale che mancava: ora ci sono e allora, anche con la presenza del vigile di quartiere, questo centro diventa anche luogo di presidio e di democrazia”.
E’ vero che il sindaco non ha fatto alcun riferimento all’inceneritore, come risulta dalla nota municipale: ma accanto all’impianto che brucia rifiuti, collegato al teleriscaldamento e alle case popolari, “si sta bene” e c’è anche un presidio di democrazia. Non resta che congratularsi: il Comune lavora e riattiva sedi realmente importanti, detto senza ironia. A questo punto perché non parlare però anche di “omelia del sindaco”? L’ottimismo domina quindi ci si aspettano nuovi risultati positivi.
La riapertura del Centro di Bagnara – afferma il comunicato – si inserisce in un più ampio percorso, denominato “Comunità in Movimento”, promosso dall’Assessorato alla Trasparenza e Vivibilità Sociale, coordinato dal Servizio Centro per la Comunità, Beni Comuni, Quartieri e Periferie, in collaborazione con l’Assessorato al Welfare e Comunità. Alla base vi è la volontà di rendere visibili e valorizzare la comunità e i Comitati di Quartiere per accrescere la loro funzione di promuovere la partecipazione alla vita pubblica. “Comunità in Movimento” si articola in numerose iniziative diffuse nella città e differenti per modalità, tempi, spazi di realizzazione, ma tutte allo stesso modo finalizzate allo sviluppo della comunità attraverso il consolidamento delle relazioni e dei legami.

“Al termine dei lavori del Comune – ha dichiarato l’assessore Rosita Viola – i soci hanno dipinto e sistemato anche in una lotta contro il tempo. Questa è una vera e propria ripartenza. Speriamo di organizzare tante altre belle cose e di ritrovarci per altre iniziative da costruire insieme. Continuiamo in questa direzione anche in collaborazione con Bonemerse”.

 

Tempi duri per gli amanti, il Vicinato controlla

Perdersi tra la folla passeggiando senza meta non si può più, il flȃneur se ne va a spasso tra gli endecasillabi di Baudelaire dai quali non uscirà mai, relegato lì, contro la sua natura. Ma c’è ancora qualcosa di naturale? S’è persa di libertà di essere anonimi, qualche tempo dopo aver creduto che questa fosse l’era dell’anonimato di massa. Lo sconosciuto non ha modo di essere indifferente, perché è virtualmente mascherato. Da quando i manicomi sono chiusi, ciascuno è un pazzo virtuale per gli altri. Da quando il criminale ha imparato a passare inosservato, a confondersi tra le figure inoffensive, nessuno può essere chiunque, un passante inoffensivo. Addio al personaggio antico del passante povero, privo di ogni cosa, che non può subire rischi perché nulla ha da perdere. Addio anche all’homo viator medievale, il pellegrino dantesco, è finita anche per lui come per il passante senza volto delle metropoli.

Non puoi passare inosservato neanche se scappi dalla casa dell’amante malmaritata. E non puoi dire che non te lo aspettavi, quel signore che ti chiede se hai bisogno di qualcosa. Stavi osservando gli alberi di un giardino pubblico, in un quartiere dove non eri mai stato: sei stato individuato subito. Una voce cortese si rivolge a te, vuole capire che ci fai lì. Nulla di male. Ci sarà più sicurezza e minori occasioni per criminali. E anche per i poeti o gli animi romantici, quelli fuori tempo, che cercavano di perdersi fra le strade, in silenzio, per pensare. I poeti sono diventati tipi pericolosi, anche loro. Per Cupido, poi, di questi tempi non c’è pietà.

 

 

Saranno tempi difficili per gli amanti che vogliono scappare in fretta e furia dalla finestra per l’arrivo dell’ignaro coniuge, o prendono appuntamenti in un parcheggio mai frequentato, come anche per chi, trovandosi a fare una passeggiata per la prima volta in un quartiere di Cremona, si fermerà ad ammirare un giardino o gli alberi di un parco pubblico, perché qualcuno gli chiederà con cortesia se c’è bisogno di qualcosa. Nulla di cui preoccuparsi, però. Significa che sarà entrato in azione il controllo del vicinato, di cui hanno discusso ieri i rappresentanti di tutti i quartieri di Cremona nella sede della polizia municipale, con la partecipazione del comandante Pierluigi Sforza. Per i ladri e i truffatori, invece, ci saranno più problemi di prima, perché in ogni via e ogni condominio ci potranno essere sguardi attenti a ogni anomalia, e almeno una persona pronta a inviare un messaggio alle forze dell’ordine tramite un gruppo Whatsapp, o fare una telefonata. Non saranno segnalazioni impulsive, grazie a un corso di formazione a cura dell’associazione nazionale che, su esempio delle analoghe organizzazioni statunitensi e americane, ha diffuso anche in Italia la pratica di sorveglianza volontaria, a base di messaggi alle forze dell’ordine, senza ronde né armi né metodi violenti. Saranno esposti i cartelli con il logo e la dicitura “controllo del vicinato”. Chi ne riceverà vantaggio sarà anche chi, malauguratamente, dovesse aver bisogno di aiuto o soccorso. Cremona si differenzierà dal modello nazionale: i messaggi che partiranno dai vicini saranno selezionati non da un responsabile del quartiere ma dalla centrale operativa dei vigili urbani, che valuterà le priorità e le urgenze, evitando eccessive responsabilità sulle spalle dei cittadini. I quali non faranno turni di sorveglianza. Semplicemente, chi noterà comportamenti sospetti a qualunque ora del giorno potrà mandare un messaggio o fare una telefonata seguendo un canale informativo ben collaudato. Secondo Stefano Bocci, del quartiere Po, la nuova iniziativa di collaborazione, non di sostituzione delle forze dell’ordine, favorirà la ripresa dei contatti tra il vicinato. Orari di lavoro variegati, lingue diverse, spostamenti frequenti e uso frequente di internet hanno fatto decadere la cultura del cortile, che caratterizzava Cremona un tempo, ma che, dopo l’ondata di furti e rapine, ma anche pestaggi, scippi, violenze e truffe, sente più mai il bisogno di rinascere. La circolazione delle informazioni sarà molto utile. Se ad esempio un ragazzo compie uno scippo in motorino, un negoziante potrebbe riconoscere il motorino dalla descrizione data da un tempestivo messaggio whatsapp a tutti i cittadini del quartiere che si sono collegati, e così lo scippatore potrebbe essere individuato e catturato dalle forze dell’ordine.

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