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Il gruppo macellai della Confcommercio propone un grande parcheggio in centro a prezzo basso

Disagio, quasi disperazione: il mondo del commercio cerca con ansia una salvezza dall’abbandono. Manca un progetto complessivo che rilanci Cremona, tutta intera, non solo la cultura tanto cara alla cerchia galimbertiana, concentrata sul violino. Il disegno non c’è, non è stato individuato nemmeno l’avversario con cui competere, e nemmeno è chiaro perché un lombardo dovrebbe venire a Cremona, se non per lo stretto necessario a visitare il solito museo e poi andarsene rapidamente. Segue la nota di Giancarlo Ruggeri, presidente del gruppo Macellai di Confcommercio.

È inutile girarci intorno, se non si fanno interventi strutturali non si risolve il problema della rigenerazione del centro. Perché la gente dovrebbe venire in città? Cosa offre Cremona? Ce lo vogliamo chiedere? Non è sufficiente organizzare eventi quando non si sa dove parcheggiare. La gente chiede una città accessibile, vuole la comodità, non vuole parcheggiare in prima periferia e raggiungere il centro a piedi. O, semplicemente, riuscire a parcheggiare dopo aver girovagato tra tutte le vie del centro alla ricerca di uno stallo libero. Trovi uno spazio e sei fuori dalle linee di qualche centimetro e vieni immediatamente multato. E’ ora di riflettere seriamente, bisogna pensare ad un grande parcheggio in centro che sia facilmente accessibile, che abbia prezzi contenuti. Si potrebbe, ad esempio, studiare un multipiano sotto i giardini pubblici. Ci vuole coraggio ad affrontare la questione ma è inutile girarci intorno con palliativi che non servono a nulla, se non a buttare soldi inutilmente. Perché in questo modo non si risolvere alcun problema. Non serve molto per capirlo, basta guardare a quello che hanno fatto altre città. Si tratta, naturalmente, di grandi investimenti. Ma non è un investimento per realizzare un parcheggio. Serve a rilanciare il centro e a valorizzare la città. Solo così che si possono risolvere le cose. Le soluzioni a metà, spesso, anziché migliorare le cose finiscono con il peggiorarle. Prendiamo, come esempio, via Dante. Quanti soldi sono già stati spesi in studi, progetti, ritocchi, modifiche alla viabilità e sono risultati soldi buttati? Si sono alternare tre Giunte e quasi la questione è dimenticata. Eppure, sin da subito, si sapeva che in un progetto non concluso le criticità avrebbero superato i vantaggi. La soluzione è e resta una sola: intervenire con il progetto iniziale, cioè togliere lo spartitraffico centrale alla via. Altre soluzioni non esistono. E’ inutile girarci attorno. Torno all’idea che ho già espresso: solo con interventi strutturali si possono risolvere le cose, ma ci vuole coraggio, quello che manca ultimamente alle amministrazioni, a quella attuale e a quella precedente. Facendo interventi seri e strutturali io sono convinto che anche l’imprenditore locale e il commercio vedrebbero in modo diverso il futuro della città, affrontandolo con spirito diverso dalla rassegnazione. Il Centro è il cuore pulsante di una città, non si può paragonare il centro storico con la galleria di un centro commerciale. Può essere una alterativa concreta solo se ci rassegniamo ad un centro città irraggiungibile, disincentivante e in continuo declino. Non bastano le buone intenzioni. La politica sia la prima a volere (e a realizzare) il rilancio del centro e di Cremona.

Eugenio Marchesi: per salvare i negozi occorre “cambiare rotta in fretta”

Dopo la time-line del sindaco, i proclami, le auto-congratulazioni e auto-promozioni, i successi nei bandi e il protrarsi della crisi occupazionale, con negozi chiusi e commercio in annosa sofferenza, interviene di nuovo Eugenio Marchesi, presidente de Le Botteghe del Centro in merito al rilancio di Cremona. Il comunicato è questo.

Probabilmente la nostra amministrazione non ha ancora capito che nessun bando può servire se le attività in centro non riescono a sostenersi economicamente, il centro ha bisogno di risposte immediate soprattutto legate alla possibilità di permettere a tutti un accesso agevolato abbattendo le barriere e le scomodità che allontanano le persone. Non sono gli eventi, le iniziative culturali, il “brand” che possono risolvere il problema, dobbiamo pensare che le attività hanno bisogno di quotidianità, dobbiamo fare in modo che aumentino tutti i giorni i frequentatori del centro perché i negozi di vicinato sono uno strumento indispensabile di aggregazione e di rivitalizzazione dei centri storici. Senza i negozi le città muoiono e Cremona ne è una prova tangibile, purtroppo la nostra giunta ha un’altra opinione in merito. Tutti i nostri sforzi saranno inutili se non si cambia rotta in fretta. Guarda caso, ogni volta che si parla di nuovi insediamenti commerciali il primo aspetto che viene studiato è la viabilità. In città a Cremona non viene neanche preso in considerazione rimanendo legati a dogmi ormai obsoleti … sarà un fatto fortuito? Intanto le superfici della grande distribuzione aumentano!!!