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Polveri sottili, rischio di danni gravi ai bambini

 

E’ veramente il caso di rassicurare e tranquillizzare i cittadini tenendo una soglia d’allerta bassa, e quindi incoraggiandoli a non preoccuparsi troppo per un inquinamento fuori controllo? Le polveri sottili causano danni enormi ai neonati e ai bambini: è stato segnalato già dai medici e il Comune lo sa, la Regione lo sa, il Governo lo sa. Manca solo una decisione netta, che pure deve arrivare: basta con i combustibili fossili. Ambientescienze insiste, con tutte le ragioni.

 

CREMONA Le raccomandazioni si sprecano, fra Comune e Arpa, per limitare i botti di Capodanno e l’inquinamento da polveri sottili che può aumentare di conseguenza. Il presidente di Arpa Lombardia Bruno Simini invita i cittadini a un comportamento consapevole, per evitare che il primo gennaio l’inquinamento atmosferico sia doppio o triplo rispetto al limite europeo di 50 microgrammi, com’è accaduto spesso negli anni scorsi, per effetto della dispersione di polveri.

Anche nel 2016 Cremona, come le altre città lombarde, ha superato i 35 giorni di sforamento, come succede puntualmente dai primi anni del secolo. Ma il rispetto del limite di 50 non sembra sufficiente, viste le indicazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità, che raccomanda non più di 20 microgrammi, mentre il mese di dicembre ha visto l’aria di Cremona e provincia, nel migliore dei casi, contenere una quota doppia di polveri. Sono ben più pericolose però le pm2,5, che però non hanno nemmeno una soglia d’allerta. L’autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza riconosce che i bambini, quando nascono nelle aree inquinate, rischiano uno sviluppo polmonare inferiore del 30%, con danni irreversibili. L’impatto neurologico cognitivo dell’aria inquinata sui bambini è robusto, come ha segnalato recentemente un medico del Kings college di Londra, fino al pericolo di mutazioni genetiche. Ecco perché l’associazione cremonese Ambientescienze chiede un impegno molto più serio agli enti locali, invitandoli a non limitarsi a palliativi utili solo a tranquillizzare i cittadini.

L’amministrazione intanto acquista cartelli segnaletici per aumentare la conoscenza e il rispetto del protocollo antismog. Da parte sua il sindaco Gianluca Galimberti ha emesso un divieto tassativo da ieri fino al 3 gennaio, con sanzioni di 150 euro per chi trasgredisce. Non si possono far esplodere botti  o petardi di qualunque tipo in tutti i luoghi in cui si svolgono manifestazioni pubbliche o aperte al pubblico, ed entro un raggio di 200 metri da ospedali, case di cura, comunità varie e ricoveri di animali. Limiti più stringenti, quindi, ma l’appello di fine gennaio 2015 rivolto da Ezio Corradi alle istituzioni cremonesi, del Coordinamento comitati ambientalisti Lombardia, per prendere decisioni contro l’eccesso di inquinamento dell’aria, che vede Cremona come zona rossa nella già inquinata Lombardia, appare profetico, visto che sembra impossibile rispettare il limite europeo dei 35 giorni annui oltre la soglia d’allerta.

Pm 10 cancerogene, 8 mesi di vita in meno: distrutta la retorica che protegge gli equilibri economico-politici

CREMONA Viene chiamata soglia d’allerta, ma quel limite di 50 microgrammi al metro cubo di polveri sottili pm10 tutela solo gli equilibri fra la politica e l’economia. L’attacco è di Benito Fiori del circolo Ambientescienze ed è il più pesante, perché smaschera il linguaggio rassicurante dei comunicati istituzionali, che elencano i soliti provvedimenti e una serie di inutili misure di contenimento, scontrandosi con la dura verità cui richiama l’Organizzazione mondiale della sanità. Infatti l’Oms chiede che il limite sia posto a 20, non a 50, mentre Cremona ieri è arrivata a un dato quadruplo: 84 in media, e 93 in via Fatebenefratelli, e dai sei giorni si trova sopra la soglia europea.

Ambientescienze non fa che riportare quanto sostiene la European Respiratory society, associazione internazionale di medici dell’apparato respiratorio che conta oltre 10.000 aderenti in 140 diversi paesi. Inoltre l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, organismo dell’Onu, ha classificato le polveri sottili nel gruppo 1, in quanto certamente causa di cancro. L’Unione europea però determina il livello di inquinamento sulla base delle migliori tecniche disponibili, non secondo l’effetto dannoso sulla salute. Molti esperti chiedono che si faccia riferimento non alle pm10, ma alla sua frazione più pericolosa, le polveri pm 2,5, particolato ultrafine, che ha come limite 25 parti per milione al giorno, come media annuale, e che per l’Oms dovrebbe avere come soglia massima 10, mentre a Cremona è arrivato a 77 in via Fatebenefratelli. A causa delle pm 2,5 per l’Oms l’aspettativa di vita è ridotta di circa 8 mesi e mezzo. Di fronte ai documenti scientifici il documento governativo sulla concentrazione atmosferica degli inquinanti appare irridente, dato che le morti premature in Italia risultano 66mila l’anno, di cui circa 150 a Cremona, due ogni cinque giorni. L’amministrazione comunale ha delle responsabile, essendo socia proprietaria dell’inceneritore, mentre il Protocollo sperimentale e a tutela dell’aria risulta per Fiori solo una raccolta di appelli e auspici ai cittadini perché non inquinino, visto che i provvedimenti, pur presenti, hanno una possibilità di controllo pressoché uguale a zero. Ad esempio la riduzione di un grado la temperatura delle abitazioni, come chiesto dal sindaco Galimberti, ha un’efficacia molto limitata. Sul piano nazionale nel 2015 ben 14,7 miliardi di euro sono andati alle fonti fossili (per il 90% ai produttori) in incentivi, facilitazioni fiscali e altro. Per la protezione della salute e per rendere utilizzabile il registro tumori invece mancano fondi. Da ieri a Cremona è stato limitato il traffico dei veicoli a diesel euro 3, stamattina è stata rafforzata l’informazione ai cittadini, con pannelli variabili agli ingressi della città, oltre che con cartelli informativi. La polizia locale ha intensificato i controlli del rispetto dell’ordinanza del sindaco. Ma le previsioni meteo fanno temere che l’emergenza, che si ripete ormai da tredici anni, peggiori ulteriormente nei prossimi giorni.

Clima da emergenza ambientale, polveri pm10 a 71 mg

Entrano in funzione nuove caldaie che riducono le emissioni, i Comuni investono sulla mobilità sostenibile e introducono decaloghi per abbattere l’inquinamento delle polveri sottili, le prime auto ibride ed elettriche sono in circolazione e aumenteranno, l’Ue approva l’accordo Cop21 di Parigi… ma l’emergenza ambientale è evidente. Il mese di settembre è stato insolitamente caldo e le polveri, a causa della stabilità del clima, sono tornate a livelli elevati, con una media annuale da troppi anni ben oltre le indicazioni dell’Oms. La commissione ambiente della Regione poi approva un piano cave che prevede materiali per la Cremona-Mantova e il completamento della Pedemontana. La legge nazionale sul consumo di suolo è in ritardo.

 

 

Alle temperature insolitamente elevate e alla siccità si aggiunge il livello alto delle Pm10, arrivato ieri a 71, ben sopra la soglia d’allerta di 50. Si tratta ormai di emergenza ambientale per i meteorologi, come Luca Mercalli, mentre a Cremona Ambientescienze sta preparando un appello nazionale da lanciare alle autorità, per affrontare i cambiamenti climatici e il surriscaldamento dell’atmosfera. E’ una situazione disperante per Benito Fiori:  il fenomeno dell’inquinamento dell’aria sta accelerando e anche se l’Organizzazione mondiale della Sanità pochi giorni fa ha di nuovo inserito la pianura padana fra le zone più inquinate del pianeta, non ci sono provvedimenti di legge nazionali e tantomeno europei. Al contrario, l’Unione europea ha aumentato le soglie delle emissioni di ossido di azoto e concede di emettere sostanze nocive semplicemente pagando una quota. La politica ha rinunciato al proprio ruolo – l’associazione cremonese è chiara – e non resta che rivolgersi ai Comuni e ai cittadini, nella speranza che ciascuno diminuisca i consumi energetici del 3 o 4 per cento. L’Arpa rileva con le sue centraline concentrazioni superiori alla soglia d’allerta, eppure nessuna legge dispone indagini epidemiologiche periodiche nelle aree più inquinate del mondo. Il Comune di Cremona non ha preso altre decisioni che seguire le indicazioni del ministero, consigliando alcune pratiche virtuose agli abitanti e concordando alcune azioni con i Comuni confinanti e l’Arpa. Da anni però l’Organizzazione mondiale della sanità propone di ridurre la soglia di 50 milionesimi di metro cubo, perché troppo pericolosa, visto anche l’aumento di decessi causati dall’inquinamento dell’aria. Recentemente, il presidente della Regione Lombardia ha di nuovo proposto alcune misure, che i Comuni saranno liberi di accettare o no. Così, per il timore di perdere mezzo punto percentuale nei sondaggi, la politica non interviene, malgrado gli accordi di Parigi. In piazza Cadorna le pm10 sono arrivate ieri a quota 79 e le pm 2.5 a 58, a Soresina pm 10 a quota 68, a Spinadesco ugualmente a 68. Cremona registra un inquinamento da polveri sottili più elevato che in alcune zone di Milano. La media annua delle polveri rimane alta: nel corso dell’anno, non è ancora stato raggiunto il limite di 35 giorni oltre la soglia, ma molto spesso le centraline indicano 30 o 40, almeno il doppio di quanto indicato dall’Oms.