Categoria: traffico

Rumore delle strade, inizia il monitoraggio acustico

CREMONA Il Comune di Cremona è stato sollecitato dagli uffici regionali a mettersi in regola con il decreto legislativo 194 del 2005 “rumore delle strade”, che a propria volta applica una direttiva europea, la 2002/49/CE. Cremona dopo 12 anni inizia dunque un percorso di adempimento, dando incarico allo studio di acustica De Polzer di Milano di mettere sotto esame, alla prova dei decibel, tutte le strade cittadine su cui transitano almeno 3 milioni di veicoli l’anno, overo 8.200 al giorno. Sono strade e assi viari rilevanti, come la tangenziale, che arriva a 40mila al giorno, via Giordano, 20mila, ma anche viale Trento Trieste e tutte le vie più battute. Il vecchio piano di zonizzazione acustica è in vigore e suddivide la città in sei aree, da quelle esclusivamente industriali, dove i decibel possono arrivare a 70 in media, a quelle particolarmente protette, come ospedali, case di riposo e scuole, con un limite di 50 decibel di giorno e 40 di notte. L’incarico professionale da 26.779 euro lordi allo studio De Polzer, conferito dal dirigente Marco Pagliarini per un atto dovuto, doterà l’amministrazione di una verifica della zonizzazione acustica entro una fascia di 250 metri per lato di ciascuna delle strade esaminate, un’analisi dei flussi di traffico e di una stima della popolazione esposta. Sarà eseguito un monitoraggio di 24 ore su 24 con strumentazione automatica collocata in cinque punti strategici da concordare con il Comune, per battere uno degli ospiti più sgraditi dai cittadini: l’inquinamento acustico, il rumore dei veicoli che minaccia la salute e i nervi degli abitanti. Lo studio milanese avrà 45 giorni di tempo per eseguire il monitoraggio e consegnare al Comune un prezioso documento d’analisi. Nel 2006 l’amministrazione ha in realtà proceduto a una revisione del piano di zonizzazione acustica al dichiarato scopo di “proteggere i cittadini”, ora occorre un approfondimento specifico sulle strade. Il decreto legislativo del 2005, all’articolo 4, prevede piani d’azione specifici per tutelare i cittadini, nel caso in cui l’inquinamento acustico risulti superiore ai parametri.

Via Giordano, tutta la via viabilità in discussione

Se il centrosinistra non riuscirà a dare una soluzione a via Giordano, assillata da 22mila veicoli al giorno, i fantasmi del passato, mai sopiti, riprenderanno vita: perché mai non costruire la strada Sud se la Cremona Mantova è strategica? Perché non aprire al traffico il ponte sul Po dell’A21, come chiedeva l’architetto Massimo Terzi? Perché bocciare la proposta di senso unico, più aperta rispetto all’esperimento della giunta Bodini? Ieri durante l’assemblea del quartiere 9 il dissenso è emerso di nuovo. Il Comune, da decenni, non riesce a trovare una soluzione: come potrà allora affrontare problemi maggiori?

Via Giordano appare il segnale più acuto di un malessere generale della città chiusa verso Sud, con un centro senza sbocchi sul lato che guarda verso il Po e dunque un traffico privo di equilibrio. Della giunta Galimberti all’assemblea del quartiere di via Giordano, che ha affollato ieri sera la sala dell’oratorio, non s’è vista nemmeno l’ombra, malgrado l’invito, che resta aperto da parte della presidente del comitato Maria Cristina Arata, per ricevere risposte all’idea di senso unico in via Giordano, con ritorno in via Cadore solo per i residenti; chi invece andrà dall’ospedale a via Giordano dovrà passare da via Dante. L’assemblea è rimasta delusa dalle mancanza di repliche da parte del Comune, che ha bocciato l’idea considerando un esperimento di quindici anni fa, quando via Cadore era aperta a tutti e non reggeva il traffico, ormai di 22mila veicoli al giorno. Il 70% del traffico va verso l’ospedale, gli altri verso piazza Cadorna. Il centrodestra, ieri presente con le minoranze di Federico Fasani, Giorgio Everet e Alessandro Fanti della Lega, chiede di ripristinare la previsione urbanistica della strada Sud, cancellata dalla giunta Galimberti. E’ una strada di un chilometro, considerata un ecomostro dagli ambientalisti, che si estenderebbe, passando su varie vie già esistenti, dall’incrocio tra via Navaroli e via del Sale fino alla via Al depuratore e alla rotatoria dell’ospedale, costruendo un tratto nuovo. Buona parte del quartiere vuole la strada di cui era fautore Peppino Ceraso. Cremona ha bocciato però, da destra e da sinistra, tutte le alternative, anche quella dell’ex assessore del centrosinistra Massimo Terzi, vent’anni fa: aprire a tutti il passaggio sul ponte di Po dell’A21, soluzione gradita allora anche al Comune di Castelvetro. La strada sud è rimasta per decenni nei piani regolatori, anche negli anni di De Crecchio, Terzi e poi Soregaroli. Per Fasani e il centrodestra sta fallendo il progetto di viabilità cittadina della giunta, bersagliata di critiche anche in via Brescia e a San Felice, per ogni sottopasso o sovrappasso o pista ciclabile che viene realizzata, come anche per i bus del centro che si inoltrano in vie troppo strette o per la zona congestionata di piazza Marconi. Si tratterebbe secondo l’ex assessore Fasani di scelte episodiche, a macchia di leopardo, senza un piano generale. Il Comune in via Giordano vuole mantenere il doppio senso di marcia, aggiungendo però anche una ciclabile, rivedendo l’organizzazione dei posti di parcheggio. Per Maria Cristina Arata e il comitato di quartiere via Giordano così si allungherebbero le code, il traffico sarebbe rumoroso anche poco praticabile dai mezzi di soccorso e dai mezzi di raccolta della differenziata.

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