Categoria: profughi

Migranti, accoglienza in affitto a Cavatigozzi con l’immobiliare Minerva e la coop L’ippogrifo

Cavatigozzi, piazza della Sorgente: l’appartamento è al primo piano, sopra l’edicola. Si vedono dalle finestre alcune persone sul balcone e all’interno dell’appartamento: sono immigrati, suono il campanello, gentilmente mi aprono senza sapere chi sono, salgo le scale, mi fanno accomodare ed eccomi accolto! E’ solo curiosità la mia, curiosità rispettosa, perché ritengo che l’immigrazione sia un fenomeno prevalentemente positivo, purché gestito. Nell’appartamento – doppio, perché pare occupi l’intero primo piano – c’è una decina di giovani africani sui vent’anni. La gestione è della cooperativa sociale piacentina “L’ippogrifo”, che ha un ufficio anche a Cremona, e che eroga servizi per l’accoglienza, senza necessariamente una presenza di 24 ore su 24. A Piacenza “L’ippogrifo”

ha vinto l’appalto per la conduzione del centro comunale di prima accoglienza, dal marzo 2014 al 28 dicembre 2016. La cooperativa è in affitto. E’ stata l’immobiliare Minerva a dare in affitto l’appartamento. Non ci sono rapporti tra l’immobiliare e la cooperativa, che svolgono funzioni ben distinte. E’ noto che le Prefetture, compresa quella di Cremona, su impulso del ministero dell’interno, cercano sedi. Gli immigrati, arrivati alla stazione, portati dai volontari alla Caritas dove possono lavarsi e ricevere un kit di sopravvivenza, sono passati dalla Questura e poi sono arrivati a Cavatigozzi pochi giorni fa. L’immobiliare Minerva, un operatore di rilievo nel mercato italiano, che langue, si è specializzata nel mettere a disposizione delle Prefetture case in affitto, proprio per le cooperative sociale. Sono usciti articoli che danno una certa versione di Minerva, sulla quale non mi posso pronunciare: si tratta inevitabilmente di affari, da non confondere con la cooperativa. A Cavatigozzi inizieranno tra pochi giorni attività di vario genere per la mediazione culturale e l’alfabetizzazione. L’amministrazione comunale di Cremona non si è ancora pronunciata: per ora non ci sono relazioni con la cooperativa piacentina, che avvale della collaborazione di volontari, ad esempio per l’insegnamento dell’italiano. L’evoluzione dell’accoglienza continua, da quando la Caritas ha esaurito i posti. Entrano in gioco immobiliaristi privati, ma anche soggetti sociali che si sviluppano, appunto come “L’ippogrifo”.

Sgombero dei profughi, no anzi: camminata ecosolidale

Sgomberare i profughi oppure ospitarli? Quando le “ruspe” sembravano imminenti, il sindaco Ongaro non ha confermato né smentito, e tuttavia ha accompagnato la camminata ecosolidale con i cittadini e i profughi di ieri mattina verso il santuario del Marzale, in occasione di “Puliamo il mondo”. E il presidente della fraternità degli ex allievi don Bosco ha raccontato la particolare vicenda dei 27 ospiti di via Colombo.

 

L’accoglienza ai profughi a Madignano si fa col volontariato, con le offerte dei cittadini e l’impegno personale, come spiega Paolo Ginelli, che per sostenere l’attività ha venduto l’automobile, mentre sua moglie ha venduto gli ori di famiglia. Non pochi cittadini del paese confinante con Crema hanno dato aiuto in vari modi, offrendo anche materassi. In via Colombo, a cento metri dalla Paullese, la fraternità degli ex allievi don Bosco, che fa parte della famiglia dei salesiani, ospita 27 profughi per lo più nigeriani: ventidue sono cristiani, tre islamici, ma le porte sono aperte a tutti, italiani disoccupati, sfrattati e senza lavoro, senza altra speranza, almeno per un periodo, che l’umana solidarietà. Stamattina Paolo Ginelli con un gruppo di abitanti e i profughi ha partecipato all’iniziativa “Puliamo il mondo” e una camminata ecosolidale verso il santuario del Marzale, carico di mille anni di storia, e un pic-nic nell’incantevole oasi verde tanto amata dai cremaschi. Anche il sindaco Guido Ongaro ha raggiunto il santuario con i profughi, per stemperare i toni. Al primo cittadino infatti è stata attribuita la volontà di sgomberare lo stabile di via Colombo, con il sostegno di un comitato locale. Nessuna conferma e nessuna smentita da parte di Ongaro, che oggi si fa fotografare accanto a Ginelli, già assistente sociale e assessore, di professione impiegato di banca. Ongaro annuncia un comunicato fra due giorni. Nello stabile non ci sarebbero spazi sufficienti, secondo alcune critiche, quindi ecco Ginelli mostrare le cinque ampie camere da letto e altre stanze: più di 300 i metri quadrati per 27 persone, arrivate all’inizio di agosto. Il corso di alfabetizzazione è già iniziato, condotto da un insegnante che aveva perso il posto di lavoro. Critiche accuse persino minacce a Ginelli da quanto si sa non sono mancate; intanto l’accoglienza prosegue, organizzata dal basso. Un ristorante pizzeria di Ripalta Arpina, “Cibo felice”, cucina per tutti, sostenuto anch’esso dalle offerte e dalla buona volontà. Il caso di Madignano ha incuriosito il mondo politico: sono arrivate telefonate anche da Roma, ma la fraternità salesiana rimane del tutto indipendente, estranea ad ogni schieramento. Problemi in paese? Alcuni vicini di casa giurano di no.