Categoria: editoria

Chiude il Vascello del decano e maestro Antonio Leoni

L’età avanzata, la fatica, nei giorni delle ondate di calore, un ricovero all’Ospedale Maggiore, hanno costretto Antonio Leoni, decano dei giornalisti cremonesi, a chiudere il suo quotidiano on line, http://www.vascellocr.it, che io stesso da vent’anni seguo come lettore con affetto e ammirazione, soprattutto dai tempi in cui infuriavano le notizie sulla cessione della Banca Popolare di Cremona. Un modello di giornalismo e di passione per il lavoro, tale da rimanere a lungo attiva nella memoria, con le sue scelte a volte coraggiose a volte discusse, spesso di grande interesse, ma soprattutto per la qualità del lavoro, della scrittura, delle fotografie. Mi limito a queste poche righe, per il momento, ancora amareggiato e commosso per aver visto la pagina di chiusura del Vascello, di cui resta accessibile l’archivio, come un monito. Solo la forza maggiore dell’età ha fermato la virtuosa penna di Antonio Leoni.

“La Repubblica” cancella le case e la diffida all’acciaieria Arvedi: il rumore è “musica”

Un vero miracolo: il quotidiano “La Repubblica” descrive l’acciaieria Arvedi come una “cattedrale nel deserto”, quando invece sorge tra due centri abitati, accanto alle case, non parla della diffida che il settore ambiente della Provincia di Cremona ha dato all’acciaieria il 23 dicembre per eccesso di rumore, in un articolo che magnifica il progresso tecnologico il 27 dicembre, e lascia che di inquinamento acustico non si parli, se non alla maniera di un importante dirigente dell’industria di via Acquaviva: “E’ musica”. Ovviamente, l’industriale “mangia pane e acciaio”, nell’articolo che si può leggere cliccando qui,  imbattendosi in un maestoso attacco surreale.

 Emerge all’improvviso come una cattedrale dal grigio indistinto di nebbia, terra e sparuti alberi della campagna cremonese. Una cattedrale nel deserto si sarebbe detto nel gergo degli anni dell’industrializzazione italiana. Ma quelle guglie e quei capannoni giganteschi, sovrastati da colonne di fumo dello stesso colore del cielo, in realtà sono la frontiera più avanzata della siderurgia europea, la scommessa che l’ottantenne cavalier Arvedi – un uomo che “mangia pane e acciaio” come riconoscono gli stessi sindacati – ha giocato sul tavolo della grande industria. “Vede, quella è la musica della macchina…” dice Andrea Bianchi, capo dei processi tecnologici della fabbrica, indicando sullo schermo la linea delle frequenze del laminatoio.

Si può fare promozione, sì, ma perché far finta che due paesi siano il deserto? E quello è proprio fumo.

Le attività editoriali abbassano l’utile di Arvedi Steel Engineering: + 329mila euro

 

 

Arvedi Steel Engineering (A.S.E. in sigla) è la società del gruppo Arvedi che gestisce i ricavi dei brevetti e le partecipazioni, fra le quali le testate editoriali e la Cremonese calcio. L’acciaieria è l’attività principale, che ha fatto sì che si parli di Arvedi, il quale grazie all’acciaio ha potuto fare altri investimenti in svariati altri settori: la scatola che contiene queste altre attività è A.S.E. C’è un dibattito aperto sulla motivazione di questi investimenti fuori dal core business, ma se ne riparlerà. Il bilancio 2015 di A.S.E. si è concluso con un utile di 329.557 euro, decisamente peggio dell’anno precedente, grazie all’effetto dell’accordo con Siemens del 2006. Siemens commercializza il brevetto della tecnologia Esp in Cina, vendendo i diritti, incassa i ricavi e ne gira una parte al gruppo cremonese, che quindi per vent’anni, fino al 2026, potrà contare su ricavi di due milioni e mezzo di euro annui. Nel 2014 l’utile era stato di 9 milioni e 820mila e nel 2013 di 2 milioni e 11 mila euro. Il 2014 aveva fruttato un utile elevato grazie alla vendita di ben cinque impianti con tecnologia Esp in Cina: la produzione totale dei quali è all’incirca il doppio dell’acciaieria di Cremona e dell’Ilva messe insieme. Operazione vantaggiosa per l’industriale cremonese, con un rischio: che la siderurgia cinese entro vent’anni riesca sviluppare una tecnologia ancora migliore e quindi faccia pesantemente concorrenza. Il gruppo cremonese si è impegnato comunque e incassato somme rilevanti che hanno consentito di reggere serenamente il peso della crisi. E se Siemens non dovesse ottenere in Cina i ricavi previsti? In tal caso Arvedi dovrebbe restituire una decina di milioni di euro, anticipati da Siemens in vista degli incassi nel Paese del Celeste impero, che ora figurano tra i debiti. Rischi d’impresa sinora giustificati. Nemmeno l’over capacity cinese, cioè la sovraproduzione d’acciaio, dovrebbe penalizzare la scelta arvediana: la siderurgia ha bisogno di ammodernare gli impianti, ed ecco pronta la tecnologia Esp.

L’attivo 2015 di A.S.E. è stato minore a causa dell’andamento negativo di alcune partecipazioni. Studio tv 1 è stata svalutata di un milione e mezzo. La Cremonese calcio ha chiuso in perdita di 562mila euro: era andata peggio ancora l’anno prima (meno 2 milioni e 218mila, causati dalla gestione operativa, caratterizzata da spese superiori alle entrate). Studio Tv 1 News ha perso 965mila rispetto ai 2 milioni e 195mila in negativo del 2014. La Società  Servizi Editoriali, che contiene “Mondo Padano”, ha dimezzato la perdita, da 923mila a 534mila, ma resta in territorio negativo.

Queste sono controllate al 100%, mentre Invag è una partecipata al 6,22%. Si tratta di una società sostenuta da Mediobanca, costituita da un gruppo di investitori per l’acquisto di azioni Generali. L’utile è di 9,4 milioni, rispetto ai 5,8 del 2014. Anche in questa partecipazione, come sempre, in ogni investimento, c’è un rischio: le azioni vennero acquistate a buon prezzo, per poi subire un calo del valore, nella speranza di una ripresa nel corso degli anni.

 

Arvedi in attivo, in rosso il bilancio 2014 di Tv1 e del settimanale Mondo Padano

E’ stato reso disponibile da poco il bilancio 2014 della società Arvedi Steel Engineering, che chiude con un utile di 9 milioni e 800mila euro, in crescita rispetto all’utile 2013, di due milioni e 11mila euro, per quel che riguarda il conto economico. L’andamento positivo dipende dalle entrate realizzate nell’esercizio 2014 grazie alla vendita di tecnologia Esp in Cina. Si tratta della cessione dei brevetti, che infatti vengono utilizzati dalla siderurgia cinese.

L'acciaieria Arvedi in http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/milano/Arvedi_spinadesco.PNG
L’acciaieria Arvedi http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/milano/Arvedi_spinadesco.PNG

La scelta di vendere ha consentito di rafforzare i ricavi della società che ha sede a Cremona in piazza Lodi 7, il cui presidente è il cavaliere del lavoro Giovanni Arvedi, noto industriale dell’acciaio. La disponibilità del bilancio 2014 permette di verificare anche l’andamento delle società controllate dall’Arvedi Steel Engineering, fra le quali la squadra di calcio Cremonese, che l’anno scorso ha perso due milioni e 218mila euro, peggiorando l’andamento negativo del 2013, chiuso a meno un milione e 569mila euro. Anno sfortunato anche per le attività editoriali. La televisione locale Studio Tv1 News, partecipata al 70% da Arvedi Steel Engineering, è ancora in negativo per due milioni e 195mila euro, migliorando però l’andamento del 2013, negativo per due milioni e 519mila euro. Se Tv1 migliora, per quanto resti in perdita, va ancora peggio invece il settimanale Mondo Padano, il cui editore Società servizi editoriali srl, controllato al 100%, scende a meno 923mila, mentre l’anno precedente il passivo era stato di 609mila euro. Perdite compensate dall’attivo della società controllante. L’industriale dell’acciaio Giovanni Arvedi mantiene così un ruolo egemonico nell’editoria cremonese, grazie alle entrate realizzate da altre attività. Un editore non “puro”, dedito cioè alla sola informazione, bensì – come non pochi altri – impegnato in attività eterogenee, calcio compreso, che rendono possibile un consenso diffuso. Restano aperte e drammatiche le domande sull’avvenire possibile per l’editoria locale, visti i risultati a bilancio nel contesto della crisi del settore.