Categoria: antimafia

Discarica Arvedi a Grumello, Pd e M5s allineati

Già da anni il Pd ha manifestato pubblicamente la contrarietà alla proposta di discarica di Cremona Ecologia, con una serie di argomentazioni contrarie. Anche il Comune di Grumello cremonese, rappresentato dal sindaco Fabio Scio, si è opposto in conferenza dei servizi provinciale alla concessione della valutazione d’impatto ambientale positiva. Oggi anche i cinque stelle si oppongono. Chissà se i due partiti (i cinque stelle però si definiscono “movimento”) sanno di sostenere la stessa linea, e soprattutto se lo ammetteranno.

C’è almeno un motivo per cui il Comitato di Grumello “Salviamo il territorio” conta di fermare la discarica di rifiuti dell’acciaieria Arvedi, che comprende anche un impianto di trattamento, ed è il fatto che l’area, dove ora sorge la storica cava, fra Grumello e Roggione, è soggetta ad allagamento frequente, come dichiarato dall’Autorità di Bacino. Su questo fattore punta il movimento 5 stelle, che ha raccolto l’appello del comitato, rivoltosi alle forze politiche regionali, oltre che alle autorità della provincia di Cremona. Sarà il grillino Andrea Fiasconaro, che ha incontrato al Pirellone una delegazione del comitato ambientalista, a presentare un’interrogazione con richiesta di risposta scritta al presidente del consiglio regionale Cattaneo e alla giunta Maroni, in consiglio regionale, proprio per chiedere alla Regione se è a conoscenza del rischio d’allagamento e se, quindi, sarà il caso di escludere l’autorizzazione ad attivare la discarica, applicando i criteri del Pianto regionale di gestione dei rifiuti. Non è l’unico argomento che i cinque stelle useranno nell’interrogazione: nell’area sono in corso infatti le indagini del Noe dei carabinieri per presunto caso di inquinamento da idrocarburi. Una volta a conoscenza di queste difficoltà, la Regione potrebbe fermare l’iter autorizzativo già in corso in Provincia, dove è già stata concessa la Via, Valutazione d’impatto ambientale positiva. Sono alcuni degli argomenti che anche il Comune ha utilizzato e che infatti compaiono nelle prescrizioni della stessa Via. Il sindaco Fabio Scio ha ricordato che il Comune ha ancora in mano le fidejussioni, e dunque dispone di un potere di interdizione insuperabile. A loro volta, i proprietari terrieri potrebbero non accettare di vendere il terreno per la costruzione della strada e della rotatoria a servizio della discarica proposta da Cremona Ecologia. L’eventuale bonifica da idrocarburi complicherebbe ulteriormente la procedura. Il comitato segue tutte le vie praticabili contro il progetto e la sua autorizzazione finale e continua la raccolta di firme, già oltre 700, circa un terzo degli abitanti con alcune centinaia di firme dal circondario. A Grumello anche un altro gruppo di cittadini sta raccogliendo firme, sempre contro la discarica, ma stavolta a sostegno del Comune. Intanto continua l’espansione dell’acciaieria: è in corso la costruzione di un nuovo edificio, su terreno di Cremona, che da quanto si sa dovrebbe essere destinato a contenere il nuovo forno elettrico.

Protocolli antimafia, rispuntano le proposte di Schifano e Coti Zelati a Cremona e Crema

Fra le spine del centrosinistra cremonese sta per rispuntare anche la qualità dell’antimafia, malgrado una serie di progetti nelle scuole sostenute dall’assessorato alla trasparenza di Rosita Viola, di Sel. Da tre anni ormai giace nel dimenticatoio, dal quale dovrebbe riemergere a settembre, l’ordine del giorno con il quale Giancarlo Schifano chiedeva all’ex sindaco Oreste Perri di impegnare il Comune ad attivare un protocollo con la Procura, la Prefettura e le forze dell’ordine, con l’obiettivo di garantire massima trasparenza nelle attività economiche, a partire dagli appalti pubblici. In particolare il consigliere già dell’Italia dei Valori chiede da anni che in caso di subappalto il Comune riceva tutte le informazioni necessarie a identificare i subentranti e le loro attività, per evitare la criminalità organizzata metta ancor più Cremona e circondario nel mirino, dopo diversi diverse inchieste e arresti. Lo stesso Perri aveva manifestato la volontà di far approvare la richiesta di Schifano: le divisioni del centrodestra gli avevano però impedito di raggiungere il risultato. Tenere alta l’allerta dovrebbe servire a rafforzare la prevenzione contro le infiltrazioni, ad esempio, dei prestanome, dotando l’amministrazione di maggiori strumenti di contrasto anche all’usura. Il Comune dunque non potrebbe sostenere di non sapere chi e come lavora per la pubblica amministrazione. Ma il consiglio comunale è oberato da una serie sterminata di un centinaio di interrogazioni, mozioni e ordini del giorno, sia delle minoranze che della maggioranza. A settembre la presidentessa del consiglio Simona Pasquali si ritroverà l’ennesima ripresa dell’iniziativa di Schifano, che è stata discussa in forme diverse anche in altri Comuni. A Crema Sel, lo stesso partito di Rosita Viola, a propria volta chiede da un anno mediante Emanuele Coti Zelati l’approvazione di un protocollo antimafia. La maggioranza guidata dal Pd di Stefania Bonaldi ha rilevato il bisogno di armonizzare la richiesta con i regolamenti esistenti e di garantire prima l’autonomia dell’ospedale, che però è appena stata ufficializzata dalla Regione. E il sindaco Stefania Bonaldi stamattina ha parlato con il segretario municipale del protocollo proposto da Coti Zelati, che prevede massima trasparenza sugli appalti e gli incarichi: ogni attività economica che faccia riferimento al Comune dovrà dichiarare chi lavora, quando, dove e con quali attività documentate, senza alcun punto di domanda aperto. A Sergnano invece il Movimento 3.0 si è sentito rispondere di no dalla maggioranza guidata dal sindaco Gianluigi Bernardi, nel penultimo consiglio comunale: il protocollo che scopre tutti i documenti delle imprese che lavorano sul territorio comunale, ispirato alla lodigiana Merlino, è stato considerato di fatto inutile.